L’isola d’Ischia
Sir William Hamilton, inglese alla corte borbonica nella seconda metà del secolo XVIII°, così definisce l'isola d'Ischia: "non vi è luogo, penso, che possa formare un campo più vasto ad interessanti osservazioni quanto l'isola d' Ischia, chiamata dagli antichi Aenaria , Inarime e Pithecusa". Ischia con Napoli e Capri forma un triangolo equilatero,il cui lato misura 18 miglia marine, pari a Km. 36. E' situata nel Golfo di Napoli che gli antichi chiamavano "Il Cratere" che vuol dire bacino; amministrativamente è divisa in sei comuni: Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Forio, Serrara-Fontana,Barano.
E' piuttosto montuosa con qualche piccolo pianoro eculmina con la sua vetta più alta di mt. 788, il Monte Epomeo. L'isola oltre a presentare uno splendido paesaggio al forestiero, offre allo studioso molteplici spunti che testimoniano l'antichità dell'uomo in questo lembo di terra singolare, dove l'orrido e la bellezza idilliaca affascinano chiunque ha il piacere di conoscerla. La sua storia nella parte più antica (la preistoria) ci dice che l'uomo si è insediato in essa fin dall'età della pietra levigata. Varie sono le testimonianze: dai resti divillaggi, come quelli del Castiglione tra CasamicciolaTerme ed Ischia, a quello di Monte Vico, il promontorio nel comune di Lacco Ameno.
L'isola d'Ischia si affaccia alla storia con la venuta dei coloni della Calcide ed Eretria nel VIII° secolo a.C. Questi portarono la civiltà più progredita della loro patria ai miti discendenti delle popolazioni rivierasche del mar Mediterraneo,che impararono dai coloni l'uso del tornio per i manufatti in terracotta, l'arte della tessitura, la coltivazione della vite e la lavorazione dei metalli nonchè la scrittura il cui primo esempio è la frase incisa sulla coppa cosidetta di Nestore,ritrovata nella necropoli di S. Montano (LaccoAmeno) durante gli scavi archeologici eseguiti dal prof. Giorgio Buchner. L' impronta della presenzagreca è durata molto a lungo nel tempo, malgradola successiva presenza di dominazioni diverse. L'isola d' Ischia è stata chiamata per prima Pithecusae tale toponimo lo troviamo citato per la prima voltanel V° secolo a. C. a proposito del mito del gigante Tifeo, punito da Giove a soffrire sotto l' isola. Il termine Pithecusa dato alla nostra isola quasi certamente secoli prima dell' insediamento dei coloni, dai navigatori che dal mar Egeo veleggiavano verso il Tirreno in cerca di minerali, significa l'isola abitata dalle scimmie, cioè dacreature ostili all'uomo; quindi espressione dei grandiosi fenomeni naturali di quando l'isola era più giovane, quali eruzioni e terremoti, che si verificavano in essa. Il secondo nome dato all' isola è Aenaria e risale al periodo della dominazione romana.
Il nome Aenaria si può spiegare: isola ricca di vigneti. Infatti i Romani usavano molto spesso il vino d'Ischia sulle loro mense, perla sua ottima qualità. Tuttora si può dire che fino ai giorni nostri la produzione vinicola, insieme al turismo, è l'attività economica più importante. Il terzo nome dell' isola è quello attuale che all'inizio era Iscla, Isca (dal latinoinsula = isola). Si legge tale nome nella lettera che il Papa Leone III nel 813 d.C. inviò all'imperatore Carlo Magno per raccomandare la popolazione ischitana, oltremodo oppressa dalle scorribande dei pirati e dagli stessi cristiani chesi combattevano tra loro. Con il terzo nome, che è poi l'attuale, entriamo nel Medio Evo, e con esso Ischia entra in un lungo periodo di oscurantismo e la popolazione, come del resto nelle altre parti d'Italia, vive un lungo periodo di miseria. Questo periodo viene superato grazie al coraggio, allo spirito di sacrificio e all'amore per la terra da parte del popolo ischitano che grazie anche all'aiuto della Chiesa, con la presenza di vari monasteri, riesce ad organizzarsi e a dar vita a quegli antichi casali che saranno poi le fondamenta dei nuclei amministrativi dell'isola e dei futuri Comuni. L'isola d'Ischia subisce l'avvicendarsi delle varie dinastie che nel corso dei secoli, si sono impadronite della Campania fino all'unità d'Italia.