L’isola di Procida
Il Comune è formato da due isole, Procida e l'isolottodi Vivara; La prima si estende per circa km. 3,7 di lunghezza ed ha una superficie di kmq. 3,75,la seconda invece, piccolo lembo di terra collegato all'isola maggiore da un ponticello artificiale, misura km. 1,2 di lunghezza ed ha una superficie di kmq. 0,2.
Il nome Procida proviene dal vocabolo greco "PROCHYTA" e che secondo l'opinione di molti studiosi , significherebbe che essa giace "bassa" nei confronti dell'isola d'Ischia. Infatti basta confrontare la parte più alta di Procida , che è la "Terra Murata", dove troviamo il vecchio carcere e la stupenda abbazia di San Michele, che ha un'altezza di Mt. 93 sul livello del mare, con l'isolotto dove si erge il Castello Aragonese ad Ischia, che ha un altezza di Mt. 113 circa sul livello del mare.
Altro antico nome dell'isola ce lo dà Plinio che con il termine "PITHECUSAE", al plurale indicava sia l'isola di Procida che quella d'Ischia facendoci pensare che le due isole anticamente dovevano essere probabilmente attaccate tra di loro e che un forte movimento tellurico le abbia divise. I primi ad abitarla e quindi a colonizzarla furono i Calcidesi (VIIIsecolo a.C.), poi a questi sopravvennero i Siracusani, i Greci la cui presenza è testimoniata dalle tombe a tetto spiovente, ritrovate presso la località detta "Campo Inglese" ed infine Romani che con il culto Dionisio, come lo dimostrano i capitelli , i rocchi di colonna e i frammenti di scultura ritrovati sull'isola, la tennero per luogo di delizia. Nel Medio Evo fu spesso saccheggiata dai Saraceni, destino che fu comune anche alle altre isole e città del golfo di Napoli, e durante la dominazione degli Spagnoli dai Pirati d'Africa, fu poi occupata dagli Inglesi per ben tre volte ed infine dai Francesi.
Procida con la sua architettura caratterizzata dalla scala rampante e dall'arco, con le sue case attaccate l'una all'altra, con la sua lussureggiante vegetazione, con le bellissime baie dove si distendono splendide ed incontaminate spiagge e con le sue ricchezze storiche e culturali, offre al turista uno spettacolo difficilmente dimenticabile. Inoltre ricordiamo i famosi "Limoni di Procida" grossi come cedri, dai quali vengono prodotti il "Limoncello" e la buonissima torta al limone specialita' dell'isola.
Artisti e scrittori hanno avuto una particolare predilezione per l'isola che ha dato spunto per le loro opere, come lo scrittore Alphonse De Lamartine dal cui romanzo nasce l'eroina e il simbolo del coraggio e della bellezza della donna procidana, la famosa "Graziella", che ogni anno viene ricordata con l'elezione di una ragazza tra le bellezze femminili indigene, durante la festa della "Sagra del mare". Anche una scrittrice contemporanea come Elsa Morante soggiornandovi con il marito Alberto Moravia, fu incantata dal paesaggio e dagli abitanti del luogo, prendendo spunto per quello splendido romanzo che è "L'isola di Arturo" e che ogni anno dal 1987 viene ricordato con la sua autrice attraverso il premio letterario "Elsa Morante-L'isola di Arturo". Ed infine il grande attore e regista napoletano Massimo Troisi ha voluto rendere omaggio alla bellezza dell'isola girando buona parte della sua ultima opera cinematografica "il Postino" a Procida.